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Abbracciare le periferie dell’umano

Ha ancora senso oggi pensare che la Missione sia da associare al concetto di partenza verso luoghi lontani? Papa Francesco e i nostri Vescovi sempre di più in questi ultimi anni ci hanno spinto a uscire da questa logica e iniziare invece a pensare che la missione sia da vivere anche all’interno delle nostre città, spingendoci fino ai margini, per “abbracciare le periferie dell’umanità”. La missionarietà allora è restare ma guardando l’altro con occhi diversi. I volontari dell’Albero di Cirene sono dei missionari di città, che cercano di spendere parte del loro tempo e delle loro energie per colmare le distanze tra il nostro stare bene e il disagio che vivono tante persone intorno a noi.

Missione sono le uscite dei volontari di Non sei sola per le strade di Bologna, di notte, per incontrare le centinaia di ragazze straniere vittime della tratta. Missione sono i 1500 colloqui del Centro d’ascolto dell’ultimo anno e le 20 famiglie seguite dalle volontarie di Aurora. Missione sono i 300 iscritti alla Scuola di Italiano che da quest’anno segue anche più di 30 bambini al doposcuola. Missione sono le case di Zoen Tencarari (la Casa Canonica di Sant’Antonio di Savena e la Casa di San Nicolò di Villola) dove più di 60 persone scelgono di vivere come una grande famiglia basando tutto su accoglienza, preghiera e carità.

Missione sono i volontari di Pamoja (loro sì che partono anche verso paesi lontani) che hanno partecipato alla giornata del povero a Roma, ospiti di Papa Francesco. Missione sono le chiacchiere e i sorrisi scambiati con i Clochard che abitano le strade della nostra città e i volti dei detenuti che si illuminano quando incontrano di settimana in settimana i volontari di Liberi di Sognare. Per l’Albero di Cirene missionarietà significa cercare di dare speranza a chi pensa di non contare nulla e di non poter contare su nessuno.

E allora per queste strade, andiamoci con tenacia e convinzione. Perché spetta a ciascuno di noi accorciare un po’ della distanza che ci separa dagli altri. L’importante è uscire da se stessi, dalle proprie comodità, dalle proprie convinzioni ed essere disposti ad andare incontro alle persone che la vita metterà proprio sulla nostra strada.

di Iris Locatelli

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