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Cena per l’Africa

Domenica 23 giugno alle ore 20:00, nella Sala Tre Tende della parrocchia di S.Antonio di Savena (via Massarenti 59, Bologna), i volontari del progetto Pamoja organizzano la CENA PER L’AFRICA, il cui ricavato verrà portato dai volontari stessi a Nairobi (Kenya) alla missione della Comunità Papa Giovanni XXIII e in Tanzania all’orfanotrofio di Tosamaganga e alla Casa della carità dei bambini a Usokami.
Queste realtà ospiteranno il viaggio estivo di condivisione.
Prenotazioni entro venerdì 21 giugno al numero indicato nel volantino!

 

appuntamenti

Io ho bisogno di te

Immigrazione come opportunità e risorsa su un territorio. In contro di approfondimento sulla tematica dell’accoglienza promossa dalle associazioni del territorio.

Martedì 4 giugno ore 21:00 presso la parrocchia di Sant’Antoinio di Savena porremo questi interrogativi all’assessore al Bilancio del comune di Bologna Dott. Davide Conte

A seguire momento conviviale con spuntino di “mezzanotte”, vi aspettiamo!

 

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. 8 giugno, cena per il Kenya

Sabato 8 giugno alle ore 20.30, presso la Sala Polivalente del Centro Sociale La Terrazza (via del Colle 1, San Lazzaro di Savena), i volontari del progetto Pamoja organizzano una serata, il cui ricavato verrà portato dai volontari stessi a Nairobi (Kenya) alla missione della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ospiterà il viaggio estivo di condivisione. Verrà proiettato un documentario sulla casa di accoglienza a Nairobi e a seguire ci sarà una pizzata per raccogliere fondi.

Info e prenotazioni ai numeri indicati nel volantino!

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Domenica assemblea annuale e rinnovo statuto!

Vi ricordiamo il programma dell’assemblea di domenica 26 maggio.

ore 19:30 ritrovo presso la parrocchia Sant’Antonio di Savena

ore 19:45 Ritrovare le radici. Momento di preghiera iniziale in chiesa

ore 20:00 cena condivisa, dove ognuno porta qualcosa, pertanto si ricorda: Zoen Tencarari farà un primo, Aurora e Scuola di italiano portano il dolce, mentre gli altri progetti portano qualcosa di salato (tipo torte salate, pizze, piadine, affettati…). Ogni progetto si organizza per portare un paio di bottiglie di bevande (se riuscite prendete il “generico” e non CocaCola.)

ore 21:00 presentazione del nuovo statuto, discussione ed approvazione

ore 22:00 approvazione de rendiconto annuale

Invitiamo tutti i soci a rinnovare l’adesione e ricordiamo che è molto importante portare le deleghe dei soci che non potranno partecipare in quanto si voterà per rinnovare lo statuto!!! come richiesto dalle nuove normative.

Clicca qui per scaricare la delega!

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Giornata diocesana dei doposcuola

Giovedi 2 maggio a Villa Pallavicini, bambini, ragazzi e insegnanti dei vari doposcuola presenti nelle parrocchie della Diocesi, si sono trovati insieme per passare un pomeriggio di giochi all’insegna del divertimento, del rispetto delle regole e della bella integrazione!!!
Appena arrivati due animatori ci hanno accolto con balli di gruppo, insegnandoci un canto che poi avremo intonato all’arrivo del vescovo:
🎶 se tutti i ragazzi del mondo si dessero la mano….se il mondo veramente si desse una mano, allora si farebbe un girotondo intorno al mondo🎶.
Gli animatori ci hanno diviso in squadre e le gare sono cominciate!!! 
E cosi, tirando la fune, giocando a palla prigioniera, correndo nei sacchi o semplicemente correndo il più velocemente possibile all’indietro, bambini e ragazzi hanno passato un’ora di giochi con degli istruttori del CSI. Quando il tempo è finito, solo la merenda è riuscita a tirar via dal campo i bambini che sarebbero rimasti ancora ore e ore a giocare.
 
E’ stato un bellissimo momento, apprezzato sia dalle insegnanti sia dai bambini…che a fine pomeriggio hanno voluto sfidare le insegnanti 😁
 
è tutto!!
Francesca e Chiara



news, Zoen Tencarari

Discernere: il salto di qualità?

A 20 anni si hanno tante domande, dubbi, insicurezze, ma anche tante novità e tante cose ancora da scoprire.
A 30 anni, tante scelte da fare, un futuro da costruire, una strada da percorrere, una vita da vivere, un sogno da realizzare, un adulto da formare.
Abbiamo avuto la possibilità di accogliere nella casa canonica Zoen Tencarari il vescovo di Bologna, Matteo Zuppi, il quale ha tenuto una lezione di vita ai giovani delle varie case gestite dai volontari dell’associazione – Egest

Riportiamo le riflessioni di alcuni dei ragazzi presenti quella sera.

Avere in casa, a tavola il vescovo di Bologna Matteo, ha significato un bel momento di rafforzamento dell’intera comunità, il vescovo dice Si alla nostra realtà, il vescovo ci guida, il vescovo é con noi, e così sento un appartenenza in un cammino, già tanto saldo grazie a Don Mario e a Cristo, ma ora ancor più rafforzato e ancorato con forza. Così cacendomi sentire più forte e sicuro lungo il sentiero della vita e del nostro discernimento che come giovani in questa canonica. Un discernimento che tanti non conoscono nemmeno o se lo conoscono lo accantonano chissà dove in soffita a prendere polvere. Esso ci pone molti interrogativi importanti, e tante volte quasi sempre all’inizio, interrogativi dolorosi e che ci mettono tanto in discussione. Così davvero prendo coscienza, che non stiamo semplicemente giocando nella nostra vita qui in canonica, e che questa non é un esperienza tanto per, ma siamo qui in Canonica inseriti volenti o non volenti, in un cammino per una scelta Definitiva per la nostra vita, per la scelta della gioia. Davvero illuminante su tutti i fronti il vescovo Matteo, dal tema dell’IO che ha bisogno anche del NOI, e viceversa, sin al discorso sulle coppie, sulla convivenza e sul matrimonio. Bhe insomma mi sento di ringraziare, perché penso sia proprio bello e forse anche un po’ raro, avere l’occasione di udire parole così incisive e centrali della nostra storia e vita di giovani. Noi che siamo immersi in un mondo che ci vuole sempre più abbagliare da luci così accecanti che non ci permettono di vedere la sporcizia nascosta così orrenda che queste luci producono facendoci perdere la vera ed unica gioia, rubandoci tanto di questa bella vita. Grazie Matteo Maria Zuppi di aver passato con noi una bella e lungimirante serata! – Simone

Il discernimento? Una.bella domanda, a cui non è facile dare una risposta, ognuno di noi lo cerca, ognuno di.noi prova a trovare qualcosa di concreto, io per conto mio lo sto cercando ancora, ripeto non è facile trovare la via giusta, certo, si , la comunità potrebbe o può aiutare, ma se l’intento non è sicuro, se non sei convinto delle scelte, meglio prendete tempo per capire il tuo io, per capire che l’io senza il noi, non ha senso di esistere. Io scelgo perché sono consapevole, perché o trovato quello che mi serve, ma anche se l’ho trovato, non mi fermo, perché secondo me, non si finisce mai di cercare, anche se si trova quello che cerchi, l’essere umano, continuerà sempre la sua personale ricerca di qualcosa – Vincenzo

Per la prima volta ho incontrato il vescovo di Bologna Mons. Matteo Zuppi. È stato un incontro di condivisione davvero bello ed edificante. Il tema fondamentale è stato il discernimento.
A 14 anni feci la scelta di entrare in seminario e di mettermi in ascolto e capire, con la bussola e non col navigatore, cosa il Signore Gesù avesse in serbo per la mia vita.
Il vescovo sottolineava che il discernimento è Vita, è scelta libera e consapevole. Il discernimento è creativo, è ricerca. Questo l’ho vissuto e lo sperimento con la mia vita…. Ogni giorno mi sforzo a fare la scelta definitiva donando, con le mie piccole esperienze, la mia vita al Signore Gesù e alla Chiesa. Il discernimento mi aiuta ad essere vivo e a cogliere la bellezza della mia vita in Gesù e nella Chiesa. Il discernimento mi aiuta ad essere “credente e credibile” – Giovanni U.

Per me il discernimento è attuare lo spirito di comunità e semplicità che vivo qui in casa, vivendolo anche al di fuori – Juri

“Scegliere non è una rinuncia, al contrario è poter dire: ho trovato”…
Questa frase di Matteo mi ha aperto gli occhi perché prima guardavo alla rinuncia che ogni mia scelta comportava…ora invece mi sento più sicuro e vedo la strada dinnanzi a me che attende solo di essere percorsa – Giovanni A.

L’incontro con Matteo mi ha colpito per la chiarezza e la vicinanza di pensiero che trovo con quanto ha detto e quanto spesso rimugino.Mi ha fatto pensare a quanto in realtà l’amore sia la vera bussola per prendere decisioni nel proprio futuro, tante volte mi perdo in inutili calcoli per valutare i vantaggi di una scelta rispetto a un altra lasciando indietro la passione o l amore autentico che mi ha portato su un cammino. Credo che arricchirmi di relazioni sia la via più giusta per mettere radici e compiere una scelta di vita in questo senso. Così da non ricadere in un inutile vagabondare in un presente dissoluto( privo di legami) con prospettive entusiasmanti perché poco definite e non perché siano sentiero di vita – Alessandro

“chi è santo? Chi ha capito perché è fatto in quel modo.” L’incontro con il vescovo ci ha dato molti spunti per riflettere sul discernimento, tema che sento molto attuale nella mia vita. Una cosa a cui non avevo mai pensato e che mi ha colpito è stato il fatto di legare il discernimento personale alla comunità: il confronto continuo con la comunità come strumento per capire la propria strada. Spero che il mio vivere e crescere in canonica possa essere d’aiuto sia per il mio cammino sia per quello dei ragazzi con cui sto condividendo questo momento della mia vita – Michele

È stata una serata importante e preziosa. Costruttiva per il nostro cammino cristiano e comunitario. Zuppi é un vescovo davvero in gamba.. È un uomo di Dio ma anche un uomo che sa stare in mezzo alla gente.. sa condividere e porsi al livello dell’altro..dialogare con le altre religioni.. sa spendersi per gli ultimi e sa condividere con noi giovani .. vero seguace di Gesù di Nazareth. Ci ha dato importanti insegnamenti riguardo il discernimento .. ne abbiamo bisogno! In questa società individualista dove le relazioni sono spesso effimere e temporanee zuppi ci invita a discernere con pazienza e perseveranza, ma soprattutto a scegliere in modo radicale e definitivo. Ci invita a non aver paura della scelta e a farci guidare dalla bussola della parola di Dio.. sapendo la direzione ma non il come ci si arriva.. avvalendoci della bellezza della condivisione con gli altri e le altre.. la bellezza del noi perché l’io si realizza e si definisce grazie al Noi…come dice anche padre alex zanotelli:noi siamo chi incontriamo! -Tommaso C.

Il discernimento lo vedo veramente come un cammino difficile: richiede pazienza, richiede il silenzio per ascoltare se stessi e soprattutto il Signore; è un cammino che ti porta ad affrontare le paure e ad demolire i castelli/progetti che ci si era creati. Pur rimanendo la possibilità dell’errore, la speranza è quella di trovare la strada della propria vita. Ricordo chiaramente quello che Simone e Federica hanno testimoniato durante l’incontro con il vescovo: ora la vita è “pesante” perché torni a casa dopo una giornata di lavoro e magari hai i bambini ammalati, devi cucinare, pensare alle faccende domestiche ed a tutto il resto. Sono però difficoltà ed impegni vissuti all’intorno di una scelta già presa, vissuti all’interno di una vocazione già definita… Paradossalmente, prima di capire cosa fare della nostra vita, era tutto più difficile – Luca

In casa canonica è venuto a trovarci un ospite speciale: accompagnato da don Sebastiano è arrivato il nostro vescovo don Matteo Zuppi che, dopo essere salito, si è seduto in mezzo a noi, attorno alla tavola, con la semplicità e la leggerezza che lo caratterizzano.
È stato bello ascoltarlo e vedere la sala colma di giovani curiosi e attenti.
Un dialogo semplice e fraterno ma allo stesso tempo profondo che ha fatto vibrare le corde dei nostri cuori.
Il tema della serata è stato il discernimento e ricordo come don Matteo ha sottolineato che interrogarsi sulla propria vita è essenziale per fare scelte importanti, non scontato e molto personale, vista l’unicità di ognuno.
Questo non vuol dire però che il discernimento sia individuale, anzi è fondamentale la comunità che aiuta e accompagna.
Mettersi quotidianamente alla presenza di Dio che ci conosce e ci aiuta a ritrovare noi stessi così da poter vincere quella malattia, oggi tanto diffusa, che è l’individualismo e ritrovare un “noi” che è poi il compimento dell’io.
Allora mi ritorna alla mente questa melodia: “Com’è bello, come dà gioia che i fratelli stiano insieme”, questo è il ritornello del canto con cui abbiamo concluso la serata e salutato don Matteo prima di fare la foto ricordo tutti assieme – Matteo

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Convocazione assemblea annuale

I Signori Soci dell’Albero di Cirene odv sono convocati per l’Assemblea annuale il giorno 30 aprile 2019, alle ore 23.00 presso la sede dell’associazione in Via Massarenti 59 – Bologna, in prima convocazione e il giorno

Domenica 26 Maggio 2019, alle ore 20.00

stesso luogo, in seconda convocazione qualora occorra, per discutere e deliberare in merito al seguente Ordine del giorno:

  1. Verifica dei progetti 2018, esame del rendiconto al 31 dicembre 2018 e della relazione predisposta dal Consiglio direttivo e delibere conseguenti;
  2. Esame delle modifiche allo Statuto sociale, come previsto dal D.Lgs n. 117/2017 e successive modifiche (riforma terzo settore);
  3. Programmazione per l’anno 2019;
  4. Varie ed eventuali.

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ricordati del 5×1000!

Continua la campagna di sensibilizzazione sul 5×1000 e grazie ai contributi ricevuti nel 2018 abbiamo finanziato diversi progetti tra cui:

Casa Magdala che è la nostra casa per l’ospitalità temporanea di giovani donne uscite da situazioni di violenza e sfruttamento o accolte in Italia con lo status di rifugiate politiche

DONACI IL TUO 5x1000 !
DONACI IL TUO 5×1000 !

Nella dichiarazione dei redditi, c’è la possibilità di scegliere di destinare il 5 per mille dell’Irpef alle associazioni di volontariato Onlus.

Se credi nei nostri progetti, puoi essere partecipe in ciò che facciamo semplicemente firmando nell’apposito riquadro del modello 730 (oppure CUD o Unico) e scrivendo nello spazio preposto il Codice Fiscale 91223160374 dell’Associazione Albero di Cirene.
Destinare il 5 per mille è una scelta che non costa nulla ma che può fare la differenza!
Puoi aiutare la nostra associazione trovando nuovi amici disposti a sottoscrivere il 5×1000 con Albero di Cirene
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Ospiti di Papa Francesco

Il 18 Novembre 2018, i ragazzi del progetto Zoen Tencarari sono stati invitati da Papa Francesco in Vaticano a partecipare alla Giornata Mondiale dei Poveri. Tutto è iniziato quando un giovedì sera di Novembre, durante la cena comunitaria, abbiamo avuto un ospite speciale: Monsignor Fisichella, uno dei vescovi del Vaticano. Rimasto colpito dalla nostra accoglienza, ci ha invitato a partecipare a Roma alla Giornata Mondiale dei Poveri, evento al quale hanno partecipato diverse realtà coinvolte di volontariato impegnate in progetti con i più emarginati. La mattina abbiamo partecipato alla messa presieduta da Papa Francesco e abbiamo ascoltato la sua omelia che è stata molto toccante. Prima della messa, Don Mario ed Egest hanno avuto il dono di poter salutare in persona Padre Francesco. Dopo la messa abbiamo pranzato tutti insieme in una sala enorme, insieme ad altre 1500 persone! Durante il pasto, Padre Francesco ha condiviso la tavola con altri 20 ragazzi, di cui uno era Arman della nostra associazione. E’ stata veramente una giornata splendida, un dono per la nostra associazione, per la comunità e per ciascuno di noi.

Sentiamo il racconto di chi ha avuto la fortuna di partecipare:

Don Mario: “Quale Sorpresa e stupore! Inaspettato incontro e abbraccio con Papa Francesco grazie al vescovo Fisichella Rino. La giornata tutta è stata un gran momento di fraternità e di Chiesa”.

Chiara: “L’omelia di quel giorno ha parlato al cuore di tutti. Ora il testo si trova appeso alla bacheca della cucina di casa nostra. È il primo messaggio che abbiamo di fronte quando ci svegliamo al mattino.”

Michele: “Ho avuto la fortuna di partecipare al pranzo con il Papa anche a San Petronio, quindi a Roma è stato il mio secondo pasto condiviso con il Papa. Oltre alla bellezza della liturgia in San Pietro e degli scorci dei giardini vaticani che abbiamo visitato, è stato molto bello poter trascorrere la giornata tutti insieme, vivendo le stesse emozioni, accalcandoci insieme per vedere il Papa, aspettando insieme durante le file, prendendo un caffè per le vie di Roma o cercando di fare una foto alle guardie svizzere senza farci vedere.”

Giovanni: “Ho avuto la fortuna di partecipare al pranzo con il Papa anche a San Petronio, quindi a Roma è stato il mio secondo pasto condiviso con il Papa. Oltre alla bellezza della liturgia in San Pietro e degli scorci dei giardini vaticani che abbiamo visitato, è stato molto bello poter trascorrere la giornata tutti insieme, vivendo le stesse emozioni, accalcandoci insieme per vedere il Papa, aspettando insieme durante le file, prendendo un caffè per le vie di Roma o cercando di fare una foto alle guardie svizzere senza farci vedere.”

Riccardo: “È un esperienza eccezionale. I portoni di San Pietro sono l’accesso alle viscere della cristianità, fatta di eventi di ogni tipo, da soprusi a grandi atti di fede e misericordia. Quanti pensieri, anime e preghiere si sono sospese a San Pietro e si sono susseguite nei secoli! Quanti monumenti e sculture incominciano le navate! Il Papa è sempre a suo agio nella sua semplicità e sa di non essere fuori luogo. Penso che la sensazione più forte della giornata sia stato vedere i miei fratelli  stranieri, soprattutto quelli provenienti da altre religioni; commuoversi all’incontro con il Santo Padre. Una giornata che ho testimoniato in «Tempi sospetti» come il messaggio cristiano possa essere via d’accoglienza e risposta a chi cerca relazioni.”

Arman: “Per me che sono nuovo battezzato è stato fondamentale e pieno di onore. L’incontro con Papa Francesco mi ha donato una gioia interiore e una luce di speranza.”

Shaharam: “Per me che sarò battezzato è stato un passo molto importante visitare il Papa. Sono riuscito a vedere il Papa che bello! Che onore, proprio prima di diventare cristiano.”

Chiara: “Durante quel pranzo col Papa ho capito veramente cos’è la Chiesa. Non è un’istituzione lontana da noi, ma è una comunità. È stati un bel momento durante il quale mi sono sentita unita con la Chiesa.”

Tommaso: “È stata una straordinaria emozione partecipare con la comunità alla «Giornata dei Poveri» organizzata da Papa Francesco. Nella Comunità Zoen Tencarari (Casa Canonica) dove ogni giorno condividiamo la ricchezza del vivere insieme, delle nostre diversità culturali e sociali, il dono dello STARE INSIEME A TAVOLA; è stato stupendo condividere la tavola con gli ultimi, i poveri, insieme al Papa. Lui Francesco rivoluzionario, liberatore degli oppressi, che ogni giorno si spende per la giustizia, per la speranza, per l’amore. E’ stato davvero significativo condividere con lui e con la mia “comunità profetica” questo momento.

Martina: “Il pensiero va a quell’invito. Ho sentito nel cuore la profonda consapevolezza e riconoscenza per la viva presenza a un evento speciale. Ho udito parole di pienezza, mi sono sentita fortunata nel condividere luce, nell’assaporare di un pane di vita.”

Simone: “ANCHE NOI TRA I POVERI nella giornata dei poveri con il Papa? Perché? Giovedì 8 novembre 2018, in canonica, abbiamo l’onore di avere a cena, nella nostra grande, accogliente tavola, un ospite speciale, Mons. Rino Fisichella. Quella sera Gesù si è fatto uomo, concreto, due occhi e una bocca, vivo tra noi. Una serata bellissima, passata con la normale straordinarietà di una presenza semplicemente bella. Una chiacchierata a tavola tra più di 30 persone, tutti canonici, che conteneva parole di vita vera, di gioia, di verità, di bellezza. Ecco da lì cominciammo a parlare di andare a Roma alla giornata dei poveri. La prima reazione, che potrebbe venirti in mente è, ma noi tra i poveri? Perché voi che avete sempre una tavola imbandita di ogni cibo, perché? È cosi ci siamo messi a riflettere e abbiamo capito che siamo TUTTI POVERI! E si c’è una sofferenza vissuta che fa più male al corpo, ma tutti noi siamo poveri di Amore.”

Egest: Mi ricordo l’alba di quella domenica mattina, erano circa le 6 e noi eravamo fuori Roma a fare colazione in un autogrill. Non me ne rendevo conto ancora della grandezza di quella giornata e che cosa sarebbe successo dopo. E stata la mia seconda volta a Roma, seconda volta a Vaticano[la prima volta ho avuto la fortuna di salutare da vicino il papà durante la giornata di 21 aprile scorso.]; ma la mia prima volta dentro San Pietro. Non appena 3 minuti dentro la chiesa, mi ritrovo a parlare con il segretario del mons. Fisichella con cui avevo comunicato solo via telefono. 20 minuti dopo ci accompagnano [me e don Mario] nel retro per salutare il Padre Santo. Sembrava un sogno. E invece ci siamo trovati a parlare, e raccontare al Padre Santo della nostra piccola comunità, della nostra chiesa, della nostra casa, delle nostre vite. Un incontro ‘santo’, pieno di gioia, di spiritualità, di vita. Mi sento molto fortunato di aver potuto incontrare Padre Francesco, mi ha dato forza e ha alimentato la mia voglia di vivere in comunità.

Matteo: Il viaggio a Roma, in occasione della giornata mondiale del Povero, è stato una bella opportunità per trascorrere dei piacevoli momenti insieme a tanti amici di casa canonica e della parrocchia. È stato significativo e allo stesso tempo sorprendente che tra questi ci sia stato anche Giacomino, che all’ultimo momento, dopo svariati tentativi di convincimento, si è lasciato trascinare in questa simpatica iniziativa. Mi ha fatto un certo effetto vederlo camminare insieme a noi contento per Roma ed emozionarsi davanti al Papa, quando invece la frenesia della quotidianità mi portava spesso a salutarlo frettolosamente  incrociandolo in parrocchia. Questa Emozione penso che abbia colpito tutta la comitiva di Sant’Antonio. Prima in cattedrale durante la messa e poi a pranzo. Sapevo infatti che avremmo pranzato col Papa ma non speravo di essergli così vicino tanto da stringergli la mano e regalargli una coroncina del rosario che tanti anni fa fece mio nonno Alberto, il quale dopo la pensione si dilettava nel comporle con perline di recupero e una volta finite le regalava a quanti incontrava, dicendo loro di pregare la Madonna e magari ricordarsi di lui nella preghiera e ogni tanto per scherzare mi diceva: *“vedrai, un giorno ne daró una anche al Papa!!!!”… * Penso che questo dono lo abbia fatto sorridere dal cielo….Beh che dire!? Soddisfatti della giornata abbiamo fatto ritorno a casa, sognando un invito per la messa a Santa Marta e chissà, magari in futuro non troppo lontano, di ospitarlo tra noi a cena in casa canonica!!!

Segnaliamo questo bell’articolo appena uscito che tra l’altro riporta la foto di Eugen e Don Mario all’incontro con il Papa

Qui invece le foto direttamente dal sito del Vaticano

 


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