news, Scuola di Italiano

AAA cercasi volontari per il doposcuola

Il doposcuola Giramondo è pronto per ricominciare! Tanti bambini stanno aspettando di potersi iscrivere per ritornare tra i nostri divertenti banchi, ma abbiamo bisogno di forze per seguire tutti i loro compiti. Quest’anno, anche a causa delle regole di distanziamento, ci servono più volontari per garantire l’iscrizione a tutti i bambini dell’anno scorso e anche di più!
Dal 16 ottobre ci saremo tutti i venerdì pomeriggio dalle 15 alle 16.30 per i ragazzi delle scuole medie e dalle 16.30 alle 18 per i bambini delle scuole elementari. Dato che gli spazi ci impongono un numero limitato, stiamo cercando di aprire anche il sabato mattina una nuova fascia oraria per le elementari.
A un volontario viene richiesta presenza costante in una fascia oraria di sua scelta, a seconda anche delle nostre necessità, e sicuramente tanta voglia di stare con i bambini!!
Se sei sempre stato interessata/o a questo tipo di servizio e ti piacerebbe aiutarci, contattaci alla mail della segreteria info@alberodicirene.org
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Vieni a fare festa con noi!

Ti invitiamo venerdì 25 settembre 2020, ore 21 alla festa annuale della nostra associazione. Quest’anno, per garantire la giusta distanza tra tutti, la organizzeremo in modo nuovo.

Ci saranno testimonianze, musica dal vivo e un paio di sorprese per tutti i partecipanti, non mancare!

PS: è obbligatorio l’uso della mascherina

 

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L’Albero ai tempi del coronavirus

In questi mesi difficili anche noi abbiamo dovuto riorganizzarci! Pensare a delle attività senza andare incontro a chi è in strada, o poter accogliere chi ha bisogno non è stato facile, ma per quanto possibile abbiamo continuato a prestare assistenza alle situazioni più delicate, sempre nel rispetto delle norme.

Hassan consegna il pranzo da asporto

Il Centro di ascolto ha continuato a fare assistenza telefonica a chi ne aveva bisogno. La Tavola della fraternità, seppure chiusa al pubblico, grazie in particolare ad Hassan ha sfornato ogni giorno un numero crescente di piatti da asporto, consegnati attraverso il cancello a quanti ne facevano richiesta. Da circa 20 pasti giornalieri, Hassan è arrivato a preparare pasti per 60-70 persone. I numeri così alti si spiegano dalla chiusura di molte mense presenti in zona. Qui riportiamo un bell’articolo di Avvenire-Bologna 7 sull’operato di Hassan che ha dedicato gran parte delle giornate di isolamento a preparare pasti per chi bussava alla porta.

Liberi di sognare ha sospeso le attività in carcere, ma il progetto ha continuato a portare i suoi frutti grazie all’ospitalità offerta ad un detenuto a fine pena.

Per Zoen Tencarari, chi ha potuto è tornato a casa, gli altri hanno continuato la convivenza in Casa Canonica e a San Nicolò di Villola, ed i ragazzi presenti si sono offerti per condividere pasti da asporto con chi ne aveva bisogno.

Pamoja ha dovuto purtroppo interrompere l’organizzazione dei viaggi all’estero, ma ha continuato a mantenere i contatti in particolare con le missioni africane.

In questo momento così difficile, le famiglie seguite dal progetto Aurora hanno continuato ad appoggiarsi all’Albero grazie alle volontarie che hanno portato a casa delle famiglie in difficoltà i generi di prima necessità.

Il Cardinale Matteo in collegamento con i volontari di Non sei sola

Non sei sola ha dovuto interrompere le uscite in strada, ma i volontari hanno organizzato dei momenti di formazione e preghiera a distanza (ringraziamo il nostro Cardinale Matteo che ci ha onorato della sua presenza virtuale ad uno di questi incontri), mentre l’ospitalità in Casa Magdala è continuata come sempre, anzi in questo periodo così particolare sono aumentate le opportunità di lavoro, pertanto tutte le ragazze hanno avuto dei contratti per lavori temporanei, che da un lato erano tanto attesi, ma dall’altro mettevano anche un certo timore in quanto costringevano ad uscire di casa.

La Scuola di italiano ha dovuto interrompere le lezioni, ma i volontari hanno contatto gli studenti con delle call e potenziando la propria pagina FB con materiali didattici.

Per quanto riguarda il Treno dei clochard il servizio in stazione è stato sospeso, mentre sono andati avanti i servizi ai dormitori, ogni sera i volontari ed in particolare i ragazzi di Zoen Tencarari, hanno preparato una decina di kg di pasta da distribuire poi in stazione e presso i dormitori.

Grazie a tutti per l’impegno e l’inventiva che avete avuto in questo periodo così difficile!!!

Cosa puoi fare oggi

Considerando che molte attività sicuramente non riprenderanno prima di settembre…e poi chissà…per ora segnaliamo la possibilità di supportare il centro di ascolto. Se qualcuno fosse libero, in particolare il martedì e giovedì mattina può contattare la segreteria per aiutare a preparare le sportine da consegnare al cancello. Contattate la segreteria per dare la vostra disponibilità e per avere indicazioni sulle modalità del servizio.

 


 

Non Sei Sola

Donne Crocifisse

La vergogna della tratta raccontata dalla strada

Prefazione di PAPA FRANCESCO

“Vorrei che questo libro trovasse ascolto nel
più ampio ambito possibile affinché,
conoscendo le storie che sono dietro i
numeri sconvolgenti della tratta, si possa
capire che senza fermare una così
alta domanda dei clienti non si potrà
efficacemente contrastare lo sfruttamento
e l’umiliazione di vite innocenti»

Presentazione del libro venerdì 7 febbraio ore 21 presso la Sala Tre Tende della Parrocchia di Sant’Antonio di Savena Via Massarenti 59 – Bologna

 

Sarà presente l’autore don Aldo Buonaiuto

 

Ti aspettiamo! e ricordati di condividere la locandina con gli amici!

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Rinnovo adesioni

Carissimi soci e simpatizzanti, ricordiamo che è possibile rinnovare l’adesione all’associazione per l’anno 2020 versando la quota annuale di 15 euro presso la segreteria dal lunedì al venerdì mattina, o contattando i referenti dei vari progetti.

Invitiamo tutti i volontari a rinnovare l’adesione in modo da essere coperti dall’assicurazione dell’associazione per le attività svolte. L’adesione ha durata annuale ed è valida fino al 31/12/2020.

 

Zoen Tencarari

A pranzo con Papa Francesco

I ragazzi di Zoen Tencarari sono stati ospitati da Papa Francesco per la III Giornata Mondiale del Povero.

A pranzo con Papa Francesco
L’abbraccio con Maurice

Vi invitiamo a leggere le bellissime testimonianze e a vedere la galleria fotografica. La foto dell’abbraccio di Papa Francesco con Maurice racconta più di mille parole la gioia e la bellezza dell’incontro.

Il racconto di Maurice

Domenica 17 ottobre 2019, con la sveglia puntata per l’01:45 del mattino, mi sveglio. Oggi sarò rappresentante di Casa Canonica a tavola col Papa, al grande pranzo in occasione della III GIORNATA MONDIALE DEI POVERI al Vaticano. L’effetto di questa consapevolezza ha posto in me un certo stato d’ansia, la mia mente non era affatto pronta per un evento simile e probabilmente quel posto sarebbe spettato a qualcun altro piuttosto che a me. A mio malgrado, ma allo stesso tempo con un enorme senso di gratitudine, la scelta è stata presa in quattro e quattr’otto per questioni di tempo legate alle comunicazioni con le autorità vaticane e con la loro agenzia di sicurezza.

Perciò non mi resta altro che prepararmi al meglio, per un incontro così strano, inaspettato, immeritato, nonostante non sapessi proprio come muovermi di fronte a Francesco (come semplicemente lui stesso vuole essere chiamato).

Solo due frasi mi sovvengono alla mente, il versetto 52 del magnifico Cantico del Magnificat che Maria pronuncia all’Angelo nel I capitolo del vangelo di Luca:

ha rovesciato i potenti dai troni,
*ha innalzato gli umili;

Le uniche parole che mi risuonano dentro, che una giornata come questa mi scatena, che un Papa come questo mi muove dentro quando lo penso. Nel caso dovessi parlargli, solo queste parole mi sembrano le migliori per complimentarmi con lui e per salutarlo rapidamente, entro una situazione che immagino poter essere un tumulto generale, nonostante la prossimità e la vicinanza data dallo stesso tavolo su cui avremmo condiviso lo stesso pasto.

Si parte poco dopo le 02:30 del mattino, con ancora l’oscurità che domina sulla nostra Bologna, in direzione di Città del Vaticano.

A Roma ci attendono già alcuni di noi: Sharam a Roma per motivi di lavoro, Marta, Simone e Federica coi loro bimbi.

L’atmosfera in questa partenza è un po’ spenta data l’ora, ma senza troppi “salamelecchi” si parte con due furgoni e una macchina alla volta della nostra Santa destinazione.

Un imprevisto sospende il nostro viaggio per più di 3 ore, perché prima dell’uscita autostradale di Arezzo, un albero caduto ha dato origine ad uno smottamento che ha interrotto la viabilità sulla nostra direzione di percorrenza. E in un gruppo, come quasi sempre accade, c’è chi si agita, c’è chi è tranquillo e chi addirittura dorme.

Alle 07:15 circa si riparte, anche se a quell’ora saremmo già dovuti “sbarcare” a Roma per reperire i pass ufficiali che ci avrebbero concesso l’accesso alla Santa Messa in San Pietro e al successivo pranzo in Aula Paolo VI (Aula Nervi). Per fortuna i nostri amici già a Roma riescono a prendere i pass per tutti quanti.

Alle 09:15 circa, arriviamo a Roma, in un parcheggio sotterraneo davvero vicino a Piazza San Pietro.

Raggiungiamo e salutiamo gli amici in nostra attesa e iniziamo, non senza problemi, ad accedere alla Basilica, per la celebrazione dell’Eucarestia delle ore 10:00 presieduta da Papa Francesco.

Nel messaggio del 13 giugno 2019 in cui il Papa annuncia la III Giornata Mondiale dei Poveri, egli usa le seguenti bellissime parole:

«Nella vicinanza ai poveri, la Chiesa scopre di essere un popolo che, sparso tra tante nazioni, ha la vocazione di non far sentire nessuno straniero o escluso, perché tutti coinvolge in un comune cammino di salvezza. La condizione dei poveri obbliga a non prendere alcuna distanza dal Corpo del Signore che soffre in loro. Siamo chiamati, piuttosto, a toccare la sua carne per comprometterci in prima persona in un servizio che è autentica evangelizzazione. La promozione anche sociale dei poveri non è un impegno esterno all’annuncio del Vangelo, al contrario, manifesta il realismo della fede cristiana e la sua validità storica. L’amore che dà vita alla fede in Gesù non permette ai suoi discepoli di rinchiudersi in un individualismo asfissiante, nascosto in segmenti di intimità spirituale, senza alcun influsso sulla vita sociale (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 183)».

Quella stessa mattina, nell’Omelia che il Papa fa, vi sono invece le sue seguenti parole:

«I poveri sono preziosi agli occhi di Dio perché non parlano la lingua dell’io: non si sostengono da soli, con le proprie forze, hanno bisogno di chi li prenda per mano. Ci ricordano che il Vangelo si vive così, come mendicanti protesi verso Dio. La presenza dei poveri ci riporta al clima del Vangelo, dove sono beati i poveri in spirito (cfr Mt 5,3). Allora, anziché provare fastidio quando li sentiamo bussare alle nostre porte, possiamo accogliere il loro grido di aiuto come una chiamata a uscire dal nostro io, ad accoglierli con lo stesso sguardo di amore che Dio ha per loro».

Al termine della messa, 1500 persone a passo lento si incamminano verso la Sala Nervi in cui verrà servito il pranzo, categoricamente senza carne di maiale, per consentire a tutti di poter mangiare al di là di ogni barriera religiosa o culturale.

Appena entro nella Sala, il mio stato di agitazione inizia a crescere; per fortuna scorgo Don Mario che mi cerca, per affidarmi alle persone che si occupano della tavola a cui pranzerà il Papa e per assicurarsi che io mi senta a mio agio ad affrontare il pasto. Don Mario mi invita a riferire al Papa che il nostro Cardinale Matteo lo saluta. Assieme ad una ventina di persone da tutta Italia mi siedo, completamente confuso, in attesa che Francesco concluda la celebrazione dell’Angelus dalla ben nota finestra che spesso vediamo al TG dei nostri pranzi domenicali. Accompagnati dalle bellissime voci e dall’accompagnamento pianistico di un coro di soli bambini, nell’attesa, familiarizzo coi compagni di tavola più vicini.

Mons. Fisichella, organizzatore di questa giornata, prende il microfono e raccomanda tutti i presenti di mantenersi il più possibile ai tavoli a loro assegnati, per non creare problemi di sicurezza.

Francesco entra e un fragore di battiti di mani e di grida festose esplode nella Sala. Nonostante il monito appena pronunciato da Mons. Fisichella, le persone non resistono dall’avvicinarsi al Papa, che giunto alla sua tavola, saluta ad uno ad uno tutti i presenti, e mi regala un abbraccio che ricorderò per sempre…

Faccio giusto in tempo a staccarmi dall’abbraccio, a guardarlo negli occhi, a sorridere e a dirgli “Vengo dalla Parrocchia di Sant’Antonio di Savena di Bologna, Il Cardinal Zuppi la saluta..” e il Papa ride silenzioso, quasi di una timida soddisfazione, come se stesse dicendo “aaah, certo, lo conosco bene Matteo” e procedendo in cerchio continua a salutare gli altri commensali fino a che non giunge al suo posto, distante da me, al centro di questo bellissimo tavolo ovale.

Da lì in poi mi perdo a guardarlo, anche se ogni tanto riesco a dare una sbirciata ai compari Canonici e a Don Mario che, fortunatamente, pranzavano tutti in due tavoli a meno di cinque metri dalla mia sedia.

Vengono servite le lasagne, vien servito il pollo col purè, il tiramisù e il caffè.

Mentre mangio disorientato, non riesco a far altro che a guardare Francesco, in tutta la sua umanità, a qualche metro da me, seduto, col tovagliolo sulla talare bianca, Francesco che come me ha una tridimensionalità reale, che come me deve mangiare, deve bere potendo scegliere fra acqua, coca e fanta.. e vedo che subito, nonostante la sua alta carica di importanza globale, si interessa ai suoi commensali, gli ultimi, i discriminati, i soli, i diversi, i malati e riesco a captare che ad ognuno chiede la provenienza e, arrivando a me dice: “te me l’hai già detto, Bologna, è vero..”.

Tante persone riescono a salutare comunque Francesco, ma la precedenza ai bambini e ai disabili.

Fra il tiramisù e il caffè avrei voluto andare lì anche io per abbracciarlo ancora e per ripetergli quelle parole del Magnificat che mi erano venute alla mente quella stessa mattina a notte fonda. Sbircio nuovamente in direzione dei fratelli canonici e incrocio lo sguardo di Tommy che mi dice “Vai, vai, vai a salutarlo!!!”, allora scatto in piedi, chiedo a Fisichella l’autorizzazione per avvicinarmi e mi lascia passare. Arrivato da Francesco mi chino su un ginocchio e gli parlo dicendogli: “Santo Padre, io sono originario del Madagascar, ma come le ho detto prima vengo da Bologna e volevo solo dirle che è bello vedere che a Capo della Chiesa vi siano persone umili come lei, come Zuppi a Bologna, davvero serve dei servi…”, Francesco ride, contento e mi dice: “Io, noi, invece dobbiamo ringraziare te, perché nonostante la Croce che Gesù ti ha dato, ogni giorno combatti e lotti, infondendo coraggio a quelli che ti circondano e a quelli che incontri”.

Non so se combatto e lotto tutti i giorni, non so se davvero infondo coraggio, ma le parole del Canto del Magnificat dovevo dirgliele e.. invece.. mentre ero lì, mi sono venute alle labbra solo parole veloci di ringraziamento, ma dal profondo del cuore…

Torno al mio posto e il Papa si alza per andarsene, e immediatamente la folla rompe le barriere dei corpi degli agenti di sicurezza e dei giovani volontari della giornata, ma lui, riesce comunque ad uscire dalla Sala da una porta che verrà immediatamente chiusa. Al di là, probabilmente qualche guardia Svizzera e qualche agente.. Riesco ad uscire assieme a Gio Serm, e in lontananza vedo il Papa che solo, va forse verso casa sua, verso Casa Santa Marta, a piedi, nei cortili del suo Regno, come un uomo, come me, come noi, Vicario di Cristo in Terra al termine di una giornata in cui ci spiega che Gesù è nei Poveri e che non ci si può scordare di loro…


 

news, Non Sei Sola

Inaugurazione del monumento in memoria delle donne vittime di tratta

Mercoledi 27 Novembre 2019 alle ore 20.30 i volontari del progetto “NON SEI SOLA” e la comunità Papa Giovanni xxiii, si ritroveranno insieme al Cardinale Arcivescovo di Bologna S.E. Matteo Maria Zuppi presso il luogo dove Christina Ionela Tepuru, giovane donna di 23 anni, ragazza madre prostituita, assassinata all’alba di una domenica mattina nel novembre del 2009, ha concluso tragicamente la sua vita.   

Il radunarci ogni anno in prossimità dell’anniversario di questo tragico evento, insieme a diverse realtà del territorio ed in particolare con la comunità rumena Greco Cattolica, è un’occasione di MEMORIA DELLE DONNE VITTIME DI TRATTA.

Ricordando il monito dell’allora Cardinale Carlo Caffarra “in Cristina è stata uccisa la grandezza della persona umana”, vogliamo rinnovare l’invito di Papa Francesco a non dimenticare “le donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza, le donne schiave della prepotenza dei potenti, le bambine costrette a lavori disumani, le donne obbligate ad arrendersi nel corpo e nello spirito alla cupidigia degli uomini“.

Spronati dalle parole don Oreste Benzi:  ”le ragazze non vanno consolate, ma liberate. Il male non va regolamentato, ma combattuto”, ci ritroveremo per rinnovare l’invito del Cardinale Arcivescovo di Bologna a non dimenticare il fatto che “le donne vittime di tratta sono schiave, gli interessi intorno a loro sono enormi e tante delle ragazze che arrivano oggi sui barconi ne finiscono spesso vittime, se non trovano alternative serie e credibili. Come tutti gli interessi, questi hanno complici e complicità, dirette ed indirette. Il Signore ci insegna a non assistere senza fare nulla o peggio a giudicare con l’ipocrisia dei farisei, ma a proteggere, aiutare, liberare, spezzando gli interessi che le sfruttano.”

In occasione del decennale della morte di Christina le associazioni promotrici, insieme alle autorità civili e religiose affideranno alla città di Bologna l’inaugurazione del monumento a memoria delle donne vittime di tratta, affinché la difesa della vita e della dignità delle donne coinvolte da questa moderna schiavitù, diventino patrimonio comune di tutta la cittadinanza.

Programma:

– Ore 20.00 raduno nella chiesa parrocchiale dello Spirito Santo in Via Marco Emilio Lepido, 216
– Ore 20.30 Arrivo del Cardinale Arcivescovo partenza della Via Crucis costituita da 6 stazioni, soste di circa 8 minuti l’una come sono numerate e indicate nel foglio mappa qui allegato. L’ultima stazione, cioè la VI è posta all’entrata del cancello dell’Agriturismo per poi proseguire ancora per 100 mt fino a dove è sito il monumento in via delle Serre.
– Ore 22.15 conclusione con discorso del Cardinale e Benedizione
– Ore 22.20 presso il cancello dell’Agriturismo distribuzione di un tè caldo.

 

Sotto le indicazioni per arrivare

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Nella pagina Dicono di noi trovate i servizi dei tg


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ricordati del 5×1000!

Continua la campagna di sensibilizzazione sul 5×1000 e grazie ai contributi ricevuti nel 2018 abbiamo finanziato diversi progetti tra cui:

Casa Magdala che è la nostra casa per l’ospitalità temporanea di giovani donne uscite da situazioni di violenza e sfruttamento o accolte in Italia con lo status di rifugiate politiche

DONACI IL TUO 5x1000 !
DONACI IL TUO 5×1000 !

Nella dichiarazione dei redditi, c’è la possibilità di scegliere di destinare il 5 per mille dell’Irpef alle associazioni di volontariato Onlus.

Se credi nei nostri progetti, puoi essere partecipe in ciò che facciamo semplicemente firmando nell’apposito riquadro del modello 730 (oppure CUD o Unico) e scrivendo nello spazio preposto il Codice Fiscale 91223160374 dell’Associazione Albero di Cirene.
Destinare il 5 per mille è una scelta che non costa nulla ma che può fare la differenza!
Puoi aiutare la nostra associazione trovando nuovi amici disposti a sottoscrivere il 5×1000 con Albero di Cirene
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Ospiti di Papa Francesco

Il 18 Novembre 2018, i ragazzi del progetto Zoen Tencarari sono stati invitati da Papa Francesco in Vaticano a partecipare alla Giornata Mondiale dei Poveri. Tutto è iniziato quando un giovedì sera di Novembre, durante la cena comunitaria, abbiamo avuto un ospite speciale: Monsignor Fisichella, uno dei vescovi del Vaticano. Rimasto colpito dalla nostra accoglienza, ci ha invitato a partecipare a Roma alla Giornata Mondiale dei Poveri, evento al quale hanno partecipato diverse realtà coinvolte di volontariato impegnate in progetti con i più emarginati. La mattina abbiamo partecipato alla messa presieduta da Papa Francesco e abbiamo ascoltato la sua omelia che è stata molto toccante. Prima della messa, Don Mario ed Egest hanno avuto il dono di poter salutare in persona Padre Francesco. Dopo la messa abbiamo pranzato tutti insieme in una sala enorme, insieme ad altre 1500 persone! Durante il pasto, Padre Francesco ha condiviso la tavola con altri 20 ragazzi, di cui uno era Arman della nostra associazione. E’ stata veramente una giornata splendida, un dono per la nostra associazione, per la comunità e per ciascuno di noi.

Sentiamo il racconto di chi ha avuto la fortuna di partecipare:

Don Mario: “Quale Sorpresa e stupore! Inaspettato incontro e abbraccio con Papa Francesco grazie al vescovo Fisichella Rino. La giornata tutta è stata un gran momento di fraternità e di Chiesa”.

Chiara: “L’omelia di quel giorno ha parlato al cuore di tutti. Ora il testo si trova appeso alla bacheca della cucina di casa nostra. È il primo messaggio che abbiamo di fronte quando ci svegliamo al mattino.”

Michele: “Ho avuto la fortuna di partecipare al pranzo con il Papa anche a San Petronio, quindi a Roma è stato il mio secondo pasto condiviso con il Papa. Oltre alla bellezza della liturgia in San Pietro e degli scorci dei giardini vaticani che abbiamo visitato, è stato molto bello poter trascorrere la giornata tutti insieme, vivendo le stesse emozioni, accalcandoci insieme per vedere il Papa, aspettando insieme durante le file, prendendo un caffè per le vie di Roma o cercando di fare una foto alle guardie svizzere senza farci vedere.”

Giovanni: “Ho avuto la fortuna di partecipare al pranzo con il Papa anche a San Petronio, quindi a Roma è stato il mio secondo pasto condiviso con il Papa. Oltre alla bellezza della liturgia in San Pietro e degli scorci dei giardini vaticani che abbiamo visitato, è stato molto bello poter trascorrere la giornata tutti insieme, vivendo le stesse emozioni, accalcandoci insieme per vedere il Papa, aspettando insieme durante le file, prendendo un caffè per le vie di Roma o cercando di fare una foto alle guardie svizzere senza farci vedere.”

Riccardo: “È un esperienza eccezionale. I portoni di San Pietro sono l’accesso alle viscere della cristianità, fatta di eventi di ogni tipo, da soprusi a grandi atti di fede e misericordia. Quanti pensieri, anime e preghiere si sono sospese a San Pietro e si sono susseguite nei secoli! Quanti monumenti e sculture incominciano le navate! Il Papa è sempre a suo agio nella sua semplicità e sa di non essere fuori luogo. Penso che la sensazione più forte della giornata sia stato vedere i miei fratelli  stranieri, soprattutto quelli provenienti da altre religioni; commuoversi all’incontro con il Santo Padre. Una giornata che ho testimoniato in «Tempi sospetti» come il messaggio cristiano possa essere via d’accoglienza e risposta a chi cerca relazioni.”

Arman: “Per me che sono nuovo battezzato è stato fondamentale e pieno di onore. L’incontro con Papa Francesco mi ha donato una gioia interiore e una luce di speranza.”

Shaharam: “Per me che sarò battezzato è stato un passo molto importante visitare il Papa. Sono riuscito a vedere il Papa che bello! Che onore, proprio prima di diventare cristiano.”

Chiara: “Durante quel pranzo col Papa ho capito veramente cos’è la Chiesa. Non è un’istituzione lontana da noi, ma è una comunità. È stati un bel momento durante il quale mi sono sentita unita con la Chiesa.”

Tommaso: “È stata una straordinaria emozione partecipare con la comunità alla «Giornata dei Poveri» organizzata da Papa Francesco. Nella Comunità Zoen Tencarari (Casa Canonica) dove ogni giorno condividiamo la ricchezza del vivere insieme, delle nostre diversità culturali e sociali, il dono dello STARE INSIEME A TAVOLA; è stato stupendo condividere la tavola con gli ultimi, i poveri, insieme al Papa. Lui Francesco rivoluzionario, liberatore degli oppressi, che ogni giorno si spende per la giustizia, per la speranza, per l’amore. E’ stato davvero significativo condividere con lui e con la mia “comunità profetica” questo momento.

Martina: “Il pensiero va a quell’invito. Ho sentito nel cuore la profonda consapevolezza e riconoscenza per la viva presenza a un evento speciale. Ho udito parole di pienezza, mi sono sentita fortunata nel condividere luce, nell’assaporare di un pane di vita.”

Simone: “ANCHE NOI TRA I POVERI nella giornata dei poveri con il Papa? Perché? Giovedì 8 novembre 2018, in canonica, abbiamo l’onore di avere a cena, nella nostra grande, accogliente tavola, un ospite speciale, Mons. Rino Fisichella. Quella sera Gesù si è fatto uomo, concreto, due occhi e una bocca, vivo tra noi. Una serata bellissima, passata con la normale straordinarietà di una presenza semplicemente bella. Una chiacchierata a tavola tra più di 30 persone, tutti canonici, che conteneva parole di vita vera, di gioia, di verità, di bellezza. Ecco da lì cominciammo a parlare di andare a Roma alla giornata dei poveri. La prima reazione, che potrebbe venirti in mente è, ma noi tra i poveri? Perché voi che avete sempre una tavola imbandita di ogni cibo, perché? È cosi ci siamo messi a riflettere e abbiamo capito che siamo TUTTI POVERI! E si c’è una sofferenza vissuta che fa più male al corpo, ma tutti noi siamo poveri di Amore.”

Egest: Mi ricordo l’alba di quella domenica mattina, erano circa le 6 e noi eravamo fuori Roma a fare colazione in un autogrill. Non me ne rendevo conto ancora della grandezza di quella giornata e che cosa sarebbe successo dopo. E stata la mia seconda volta a Roma, seconda volta a Vaticano[la prima volta ho avuto la fortuna di salutare da vicino il papà durante la giornata di 21 aprile scorso.]; ma la mia prima volta dentro San Pietro. Non appena 3 minuti dentro la chiesa, mi ritrovo a parlare con il segretario del mons. Fisichella con cui avevo comunicato solo via telefono. 20 minuti dopo ci accompagnano [me e don Mario] nel retro per salutare il Padre Santo. Sembrava un sogno. E invece ci siamo trovati a parlare, e raccontare al Padre Santo della nostra piccola comunità, della nostra chiesa, della nostra casa, delle nostre vite. Un incontro ‘santo’, pieno di gioia, di spiritualità, di vita. Mi sento molto fortunato di aver potuto incontrare Padre Francesco, mi ha dato forza e ha alimentato la mia voglia di vivere in comunità.

Matteo: Il viaggio a Roma, in occasione della giornata mondiale del Povero, è stato una bella opportunità per trascorrere dei piacevoli momenti insieme a tanti amici di casa canonica e della parrocchia. È stato significativo e allo stesso tempo sorprendente che tra questi ci sia stato anche Giacomino, che all’ultimo momento, dopo svariati tentativi di convincimento, si è lasciato trascinare in questa simpatica iniziativa. Mi ha fatto un certo effetto vederlo camminare insieme a noi contento per Roma ed emozionarsi davanti al Papa, quando invece la frenesia della quotidianità mi portava spesso a salutarlo frettolosamente  incrociandolo in parrocchia. Questa Emozione penso che abbia colpito tutta la comitiva di Sant’Antonio. Prima in cattedrale durante la messa e poi a pranzo. Sapevo infatti che avremmo pranzato col Papa ma non speravo di essergli così vicino tanto da stringergli la mano e regalargli una coroncina del rosario che tanti anni fa fece mio nonno Alberto, il quale dopo la pensione si dilettava nel comporle con perline di recupero e una volta finite le regalava a quanti incontrava, dicendo loro di pregare la Madonna e magari ricordarsi di lui nella preghiera e ogni tanto per scherzare mi diceva: *“vedrai, un giorno ne daró una anche al Papa!!!!”… * Penso che questo dono lo abbia fatto sorridere dal cielo….Beh che dire!? Soddisfatti della giornata abbiamo fatto ritorno a casa, sognando un invito per la messa a Santa Marta e chissà, magari in futuro non troppo lontano, di ospitarlo tra noi a cena in casa canonica!!!

Segnaliamo questo bell’articolo appena uscito che tra l’altro riporta la foto di Eugen e Don Mario all’incontro con il Papa

Qui invece le foto direttamente dal sito del Vaticano

 


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