news, Non Sei Sola

Aggiornamenti da Non sei sola!

Negli ultimi mesi, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, il progetto ha continuato le sue attività nel rispetto delle varie norme e ci piace condividere quanto è stato fatto!

Da ottobre 2020 a febbraio 2021 sono state fatte 43 uscite serali e negli ultimi due mesi abbiamo sperimentato 5 uscite diurne, in quanto il fenomeno dello sfruttamento è cambiato (per andare incontro al coprifuoco serale delle 22) e abbiamo deciso di aggiungere uscite diurne, per avere comunque modo di incontrare le ragazze con i gesti semplici ed umani che accompagnano questo servizio. A seguito delle uscite diurne, 3 ragazze nigeriane hanno chiesto un colloquio. Con una di loro (di Reggio Emilia) è stato fatto un primo incontro prima che iniziasse la “zona rossa”; per quanto riguarda le altre due ragazze, che attualmente non dovrebbero essere in strada: per una di loro (che viene sempre da Reggio Emilia) si è in attesa di poter tornare a pianificare un incontro appena ci sarà la possibilità di muoversi; l’altra, che viene da Ferrara e che per telefono ci ha espresso, oltre al desiderio di cambiar vita, anche alcune esigenze più materiali legate a questo momento, è stata messa in contatto con una rete di volontari presenti a Ferrara per poter fornirgli un sostegno, in attesa poi di poterla incontrare.

In questo periodo abbiamo svolto 2 incontri di sensibilizzazione: uno online il 24 gennaio, con il gruppo scout di Reggio Emilia ed uno il 15 febbraio presso lo studentato gestito dalle suore Canossiane che ospita qui a Bologna studentesse universitarie.

Nel weekend del 6-7 febbraio e per il giorno di Santa Bakhita (8 febbraio) abbiamo organizzato una vendita di primule per autofinanziamento destinati al sostegno materiale dell’Unità di strada e di Casa Magdala ed abbiamo raccolto circa 1.300 euro.

L’8 febbraio, il giorno di Santa Bakhita abbiamo celebrato in parrocchia ed on-line una messa in ricordo della santa e di tutte le vittime di tratta

Abbiamo organizzato un incontro con Cecilia e Alice, operatrici di Casa S. Bakhita dell’Ass. Papa Giovanni XXIII, che ci hanno parlato della vita nelle case di accoglienza che ospitano ragazze vittime di tratta, portandoci la loro esperienza diretta.

E a Casa Magdala cosa succede? In questo momento la volontaria Greta, sta facendo vita di condivisione in casa con due ragazze nigeriane accolte, le quali stanno ancora cercando lavoro impegnandosi nel frattempo nello studio della lingua italiana. In questi mesi le volontarie esterne hanno continuano a mantenere i contatti con le ragazze in casa attraverso momenti in presenza o online a seconda del periodo, mentre Greta mantiene i rapporti con l’associazione frequentando settimanalmente gli incontri con le altre case comunitarie (casa canonica, casa san Nicolò, Casa del Nardo).

 

Stay connected – stay tuned 😉

sr teresa rinaldi
news, Pamoja

Domenica 11 aprile, la testimonianza di sr. Teresa Rinaldi

Domenica 11 aprile 2021 ore 21 sul canale youtube CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO – BOLOGNA https://www.youtube.com/channel/UCVxRoaUlep69kiGlGwwWeFA

don Enrico Faggioli, missionario fidei donum bolognese rientrato nel 2019 da Mapanda – Tanzania,

                               IN DIALOGO

con sr. Teresa Rinaldi, missionaria saveriana in Messico.

modera l’incontro don Francesco Ondedei direttore del Centro Missionario Diocesano di Bologna.

Suor Teresa Rinaldi è missionaria saveriana in Messico. A partire dal quarto capitolo dell’Enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, ci racconterà la sua esperienza di missione in questa parte del mondo.

Scuola di Italiano

La porta del doposcuola Giramondo

Si apre la porta e puntualmente c’è già qualche bambino arrivato in anticipo, con il sorriso sotto la mascherina e lo zaino in spalla. Quanto più noi volontari, i maestri del doposcuola, diciamo loro di attendere cinque minuti così da sistemare la saletta, più le loro gambette diventano trepidanti dalla voglia di entrare. Un saluto ai genitori e via, si mettono in fila mentre uno ad uno vengono chiamati per farsi misurare la temperatura, passarsi il gel amuchina sulle mani e sistemarsi al proprio banco.

Da qui comincia il “casino”, quel casino buono di vivacità che riempie la saletta.
Voci che ci cercano – “non vedo la maestra Laura, c’è oggi? Posso fare i compiti con te?”; voci che ci raccontano con entusiasmo la giornata; libri e quaderni che man mano formano una pila altissima sul banco – “partiamo dai compiti che senti più difficili, diciamo noi, così proviamo a farli insieme”; richieste continue tra un esercizio e l’altro – “maestro mi puoi stampare un disegno dei supereroi da colorare? C’è ancora tempo per giocare fuori insieme? Oggi ci sono le caramelle?”. Insomma, nel tempo del doposcuola non ci si annoia mai: passa tra esercizi, risate, merenda, letture ad alta voce, staffette in cortile, autoritratti, calcoli con le dita, colori. Un tempo che non sembra vero sia già finito una volta arrivata l’ora di salutarsi, ma anche un tempo che nel mezzo si è dilatato così tanto da accogliere tutta la voglia di stare insieme.

Il doposcuola Giramondo conta 30 iscritti tra ragazzi delle medie e bambini delle elementari più 24 volontari, divisi in quattro turni su tre giorni della settimana. Dall’inizio dell’anno scolastico ha aperto la sua porta senza sosta. Solo la zona rossa ha costretto alla chiusura, ma tutta quella voglia di stare insieme ha trovato una nuova modalità: il doposcuola online. Ecco allora una porta diversa, quella virtuale, anche se qualcosa non è cambiato: quando si apre ci sono già alcuni bambini in collegamento che ci aspettano. Tra compiti e ricerche, operazioni scritte sulla lavagna virtuale, giochi interattivi in cui ci si sfida nel dare la risposta giusta, il doposcuola continua senza far mancare entusiasmo e divertimento.

I maestri del doposcuola raccontano…

Domenico, 16 anni
Sono venuto a conoscenza del doposcuola grazie al mio gruppo scout, che ogni anno ci propone un servizio nel sociale. Penso che questa esperienza mi abbia aperto la mente e mi abbia fatto riflettere su come esistano, anche vicino a noi, tante situazioni di difficoltà che spesso non conosciamo o che spesso facciamo finta di non vedere. Tuttavia, nel vedere i bambini felici di apprendere e contenti di poter studiare per il loro futuro, anche io mi rendo conto di quanto possiamo fare per gli altri e con gli altri.

Aurora, 21 anni
Nel 2019 ho iniziato il servizio civile presso l’associazione Papa Giovanni XXIII: uno dei servizi che svolgevo era l’aiuto compiti presso il doposcuola Giramondo una volta a settimana. Fin da subito ho svolto con entusiasmo questa “mansione” che mi ha permesso di acquisire ulteriori capacità relazionali con i bambini. Terminato l’anno di servizio civile ho comunque deciso di continuare a frequentare il doposcuola perché quella che è iniziata come “mansione” è diventato per me un vero e proprio impegno che ho deciso di portare avanti. Credo molto in questo progetto e mi rende felice sentirmi utile per questi bambini, ormai parte della mia quotidianità da due anni a questa parte, anche solo per rendere meno pesante quell’ora di compiti a fine settimana.

Sara, 18 anni
Ho conosciuto l’Albero di Cirene grazie al mio gruppo scout Agesci Bologna 1 che mi ha inviato a prestare servizio quest’anno. Sono molto felice di fare questa esperienza e di poter stare con i bambini, soprattutto durante questo periodo che credo sia molto difficile per tutti. Fin da subito mi sono sentita coinvolta e accolta in un clima veramente speciale. È molto bello il legame che si crea tra i vari educatori e soprattutto quello che si crea con i bimbi che seguiamo da cui si riceve sempre moltissimo!

A cura delle volontarie e del doposcuola


news, Non Sei Sola

Buon compleanno Casa Magdala!

Grazie dei tanti anni trascorsi insieme. Grazie del dono che ci fai di poter accogliere e rigenerare le sofferenze di donne sopraffatte dalla violenza, dalla povertà, dall’abbandono, le affidiamo alla protezione di Santa Bakhita. Grazie casa Magdala per il dono di tante giovani ragazze volontarie che hanno scelto di mettersi in gioco, di camminare fianco a fianco con la sofferenza, il dolore, le difficoltà , mettendosi a servizio di un bene superiore, per crescere personalmente e contribuire a costruire un mondo diverso, migliore, secondo il comandamento dell’amore che ci ha lasciato Gesù. Auguri Casa Magdala, ti vogliamo bene e speriamo tanto di poter continuare a camminare insieme a te nel bene e nel male.

 

 

Liberi di sognare, news

Liberi dentro Eduradio

è un programma per il carcere e non solo!

Ancora oggi è bloccato l’accesso ai volontari nella casa circondariale a causa dell’emergenza sanitaria. Questo programma è nato dal desiderio di non interrompere il servizio culturale, educativo, di assistenza spirituale che da diversi anni fornisce una importante rete bolognese formata da alcune realtà esterne che operano in carcere, tra cui la nostra associazione. Per questo è stato avviato tale programma radio/TV che prosegue, come da locandina allegata, per farci rendere più vicini alle persone detenute, fornire loro un sostegno che possa essere condiviso anche da tutti i radioascoltatori e telespettatori che vorranno seguire questa trasmissione.

Partecipiamo, assieme alle altre associazioni, attraverso l’animazione del momento “Il Vangelo vicino a Te” che viene trasmesso il sabato, sempre come da locandina allegata.”

 

Qui il volantino con tutti gli appuntamenti

 

news

Sulla stessa barca

Abbiamo deciso questo titolo per l’ultimo numero del giornalino perché queste parole di Papa Francesco pronunciate nel giorno del momento straordinario di preghiera nel tempo del covid, descrivono in maniera semplice e completa questo periodo così particolare che stiamo vivendo.  Tutti abbiamo in mente i lenti passi che Papa Francesco percorreva in salita dalla piazza verso l’entrata della Basilica di San Pietro per soffermarsi dinanzi al grande crocifisso che lo attendeva all’entrata sul sagrato, accogliendolo con lacrime di pioggia che scendevano abbondanti dal cielo e dal suo volto. Immagine e scena che raccoglieva le paure e le sofferenze di tutta l’umanità disseminata sulla terra. I problemi di oggi sono diventati problemi globali e nessuno può sentirsi al sicuro, che si tratti di un virus letale o del riscaldamento globale siamo tutti chiamati in causa. “Maestro non ti importa che noi moriamo?” è un grido che risuona nel nostro cuore in questo momento difficile e potrebbe essere facile lasciarsi andare allo sconforto, ma se siamo tutti sulla stessa barca allora con noi c’è anche Lui, Gesù. Chiamiamolo come hanno fatto gli Apostoli e avremmo la certezza che il vento si placherà. 

“E’ tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di sapere ciò che è necessario da ciò che non lo è. La preghiera ed il servizio silenzioso sono le nostre armi vincenti. “Perché avete paura? Non avete ancora fede?” L’inizio della fede è sapersi bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti da soli, da soli affondiamo”. Intanto a noi crollano certezze e strutture che per secoli hanno sorretto la società ma che ora non sono più corrispondenti alla vita reale. Questo provoca smarrimento, crisi di identità, angoscia. C’è chi si arrocca al passato, alimentando come vediamo, vari fondamentalismi e c’è chi si lascia prendere dalla paura del futuro. Indietro non si torna! Dobbiamo imparare a scorgere i germi di un futuro che è ancora in gestazione. E questo noi cristiani lo dovremmo sapere, si può fare solo lasciandosi ispirare dallo Spirito Santo. Il nuovo che affiora ci sta imponendo trasformazioni che mettono in crisi i nostri modi di vivere e di pensare come pure strutture ormai sterili sia per la società che per la Chiesa. Il nostro Cardinale, l’Arcivescovo Matteo un po’ di tempo fa ci disse: “Il virus ha mandato in crisi l’egoismo non essendo possibile mettere in sicurezza sé stessi senza mettere in sicurezza gli altri. Papa Francesco ci ha messo in guardia da tre rischi: il narcisismo, il vittimismo e il pessimismo. Idolatrare sé stessi porta a far dipendere tutto dal tornaconto, a non ammettere le proprie fragilità, a farci sentire vittime e non farci sentire responsabili. Ci pensiamo troppo deboli per far qualcosa per gli altri, ma siamo esigenti per quello che ci riguarda. Si finisce per vedere tutto nero, nella carestia della speranza. Ripartire significa andare nella direzione opposta, quella della solidarietà, dell’umiltà e della speranza e io inizierei proprio dalla solidarietà ordinaria, possibile a tutti, umana e umanizzante, ricordiamoci che siamo tutti sulla stessa barca!

Secondo Papa Francesco “il rispetto è l’atteggiamento fondamentale che l’uomo deve assumere con il creato. Lo abbiamo ricevuto come un dono prezioso e dobbiamo sforzarci affinché le generazioni future possano continuare ad ammirarlo e a beneficiarne. Questa cura dobbiamo insegnarla e trasmetterla”.

Anche noi siamo chiamati a fare del nostro meglio per salvaguardare gli altri e il creato, Papa Francesco ce lo ha ricordato con la pubblicazione nel 2015 dell’enciclica Laudato Sì che ha voluto rilanciare in quest’anno speciale dedicato alla terra in quanto è convinto che rispetto per la terra e catastrofi (che siano ambientali o un virus) siano strettamente legate. Abbiamo colto questa opportunità per chiedere al professor Stefano Zamagni – Presidente della Pontificia Accademia delle scienze sociali come affrontare queste sfide globali.

Per noi rispetto per il creato significa anche rispetto per le persone che incontriamo, per i poveri, per i derelitti…qui a Bologna abbiamo avuto tanti maestri, non ultimo Padre Marella che verrà beatificato proprio quest’anno e di cui parleremo nel giornalino. Noi come associazione proviamo proprio a fare questo; prenderci cura di chi è in difficoltà attraverso l’incontro con le persone che incontriamo in strada, gli emarginati. All’interno del giornalino potrete trovare il racconto di otto modi di “portare rispetto” per i bisognosi attraverso il racconto dei nostri otto progetti. Inoltre abbiamo approfittato di questo momento difficile per raccontare delle belle storie di speranza! Durante il coronavirus le nostre attività sono andate avanti anche se in modo diverso, e attraverso il racconto dei volontari potremmo rivivere momenti di speranza nati in modo inaspettato durante il lockdown.

news

L’Albero ai tempi del coronavirus

In questi mesi difficili anche noi abbiamo dovuto riorganizzarci! Pensare a delle attività senza andare incontro a chi è in strada, o poter accogliere chi ha bisogno non è stato facile, ma per quanto possibile abbiamo continuato a prestare assistenza alle situazioni più delicate, sempre nel rispetto delle norme.

Hassan consegna il pranzo da asporto

Il Centro di ascolto ha continuato a fare assistenza telefonica a chi ne aveva bisogno. La Tavola della fraternità, seppure chiusa al pubblico, grazie in particolare ad Hassan ha sfornato ogni giorno un numero crescente di piatti da asporto, consegnati attraverso il cancello a quanti ne facevano richiesta. Da circa 20 pasti giornalieri, Hassan è arrivato a preparare pasti per 60-70 persone. I numeri così alti si spiegano dalla chiusura di molte mense presenti in zona. Qui riportiamo un bell’articolo di Avvenire-Bologna 7 sull’operato di Hassan che ha dedicato gran parte delle giornate di isolamento a preparare pasti per chi bussava alla porta.

Liberi di sognare ha sospeso le attività in carcere, ma il progetto ha continuato a portare i suoi frutti grazie all’ospitalità offerta ad un detenuto a fine pena.

Per Zoen Tencarari, chi ha potuto è tornato a casa, gli altri hanno continuato la convivenza in Casa Canonica e a San Nicolò di Villola, ed i ragazzi presenti si sono offerti per condividere pasti da asporto con chi ne aveva bisogno.

Pamoja ha dovuto purtroppo interrompere l’organizzazione dei viaggi all’estero, ma ha continuato a mantenere i contatti in particolare con le missioni africane.

In questo momento così difficile, le famiglie seguite dal progetto Aurora hanno continuato ad appoggiarsi all’Albero grazie alle volontarie che hanno portato a casa delle famiglie in difficoltà i generi di prima necessità.

Il Cardinale Matteo in collegamento con i volontari di Non sei sola

Non sei sola ha dovuto interrompere le uscite in strada, ma i volontari hanno organizzato dei momenti di formazione e preghiera a distanza (ringraziamo il nostro Cardinale Matteo che ci ha onorato della sua presenza virtuale ad uno di questi incontri), mentre l’ospitalità in Casa Magdala è continuata come sempre, anzi in questo periodo così particolare sono aumentate le opportunità di lavoro, pertanto tutte le ragazze hanno avuto dei contratti per lavori temporanei, che da un lato erano tanto attesi, ma dall’altro mettevano anche un certo timore in quanto costringevano ad uscire di casa.

La Scuola di italiano ha dovuto interrompere le lezioni, ma i volontari hanno contatto gli studenti con delle call e potenziando la propria pagina FB con materiali didattici.

Per quanto riguarda il Treno dei clochard il servizio in stazione è stato sospeso, mentre sono andati avanti i servizi ai dormitori, ogni sera i volontari ed in particolare i ragazzi di Zoen Tencarari, hanno preparato una decina di kg di pasta da distribuire poi in stazione e presso i dormitori.

Grazie a tutti per l’impegno e l’inventiva che avete avuto in questo periodo così difficile!!!

Cosa puoi fare oggi

Considerando che molte attività sicuramente non riprenderanno prima di settembre…e poi chissà…per ora segnaliamo la possibilità di supportare il centro di ascolto. Se qualcuno fosse libero, in particolare il martedì e giovedì mattina può contattare la segreteria per aiutare a preparare le sportine da consegnare al cancello. Contattate la segreteria per dare la vostra disponibilità e per avere indicazioni sulle modalità del servizio.

 


 

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ricordati del 5×1000!

Continua la campagna di sensibilizzazione sul 5×1000 e grazie ai contributi ricevuti nel 2018 abbiamo finanziato diversi progetti tra cui:

Casa Magdala che è la nostra casa per l’ospitalità temporanea di giovani donne uscite da situazioni di violenza e sfruttamento o accolte in Italia con lo status di rifugiate politiche

DONACI IL TUO 5x1000 !
DONACI IL TUO 5×1000 !

Nella dichiarazione dei redditi, c’è la possibilità di scegliere di destinare il 5 per mille dell’Irpef alle associazioni di volontariato Onlus.

Se credi nei nostri progetti, puoi essere partecipe in ciò che facciamo semplicemente firmando nell’apposito riquadro del modello 730 (oppure CUD o Unico) e scrivendo nello spazio preposto il Codice Fiscale 91223160374 dell’Associazione Albero di Cirene.
Destinare il 5 per mille è una scelta che non costa nulla ma che può fare la differenza!
Puoi aiutare la nostra associazione trovando nuovi amici disposti a sottoscrivere il 5×1000 con Albero di Cirene
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Ospiti di Papa Francesco

Il 18 Novembre 2018, i ragazzi del progetto Zoen Tencarari sono stati invitati da Papa Francesco in Vaticano a partecipare alla Giornata Mondiale dei Poveri. Tutto è iniziato quando un giovedì sera di Novembre, durante la cena comunitaria, abbiamo avuto un ospite speciale: Monsignor Fisichella, uno dei vescovi del Vaticano. Rimasto colpito dalla nostra accoglienza, ci ha invitato a partecipare a Roma alla Giornata Mondiale dei Poveri, evento al quale hanno partecipato diverse realtà coinvolte di volontariato impegnate in progetti con i più emarginati. La mattina abbiamo partecipato alla messa presieduta da Papa Francesco e abbiamo ascoltato la sua omelia che è stata molto toccante. Prima della messa, Don Mario ed Egest hanno avuto il dono di poter salutare in persona Padre Francesco. Dopo la messa abbiamo pranzato tutti insieme in una sala enorme, insieme ad altre 1500 persone! Durante il pasto, Padre Francesco ha condiviso la tavola con altri 20 ragazzi, di cui uno era Arman della nostra associazione. E’ stata veramente una giornata splendida, un dono per la nostra associazione, per la comunità e per ciascuno di noi.

Sentiamo il racconto di chi ha avuto la fortuna di partecipare:

Don Mario: “Quale Sorpresa e stupore! Inaspettato incontro e abbraccio con Papa Francesco grazie al vescovo Fisichella Rino. La giornata tutta è stata un gran momento di fraternità e di Chiesa”.

Chiara: “L’omelia di quel giorno ha parlato al cuore di tutti. Ora il testo si trova appeso alla bacheca della cucina di casa nostra. È il primo messaggio che abbiamo di fronte quando ci svegliamo al mattino.”

Michele: “Ho avuto la fortuna di partecipare al pranzo con il Papa anche a San Petronio, quindi a Roma è stato il mio secondo pasto condiviso con il Papa. Oltre alla bellezza della liturgia in San Pietro e degli scorci dei giardini vaticani che abbiamo visitato, è stato molto bello poter trascorrere la giornata tutti insieme, vivendo le stesse emozioni, accalcandoci insieme per vedere il Papa, aspettando insieme durante le file, prendendo un caffè per le vie di Roma o cercando di fare una foto alle guardie svizzere senza farci vedere.”

Giovanni: “Ho avuto la fortuna di partecipare al pranzo con il Papa anche a San Petronio, quindi a Roma è stato il mio secondo pasto condiviso con il Papa. Oltre alla bellezza della liturgia in San Pietro e degli scorci dei giardini vaticani che abbiamo visitato, è stato molto bello poter trascorrere la giornata tutti insieme, vivendo le stesse emozioni, accalcandoci insieme per vedere il Papa, aspettando insieme durante le file, prendendo un caffè per le vie di Roma o cercando di fare una foto alle guardie svizzere senza farci vedere.”

Riccardo: “È un esperienza eccezionale. I portoni di San Pietro sono l’accesso alle viscere della cristianità, fatta di eventi di ogni tipo, da soprusi a grandi atti di fede e misericordia. Quanti pensieri, anime e preghiere si sono sospese a San Pietro e si sono susseguite nei secoli! Quanti monumenti e sculture incominciano le navate! Il Papa è sempre a suo agio nella sua semplicità e sa di non essere fuori luogo. Penso che la sensazione più forte della giornata sia stato vedere i miei fratelli  stranieri, soprattutto quelli provenienti da altre religioni; commuoversi all’incontro con il Santo Padre. Una giornata che ho testimoniato in «Tempi sospetti» come il messaggio cristiano possa essere via d’accoglienza e risposta a chi cerca relazioni.”

Arman: “Per me che sono nuovo battezzato è stato fondamentale e pieno di onore. L’incontro con Papa Francesco mi ha donato una gioia interiore e una luce di speranza.”

Shaharam: “Per me che sarò battezzato è stato un passo molto importante visitare il Papa. Sono riuscito a vedere il Papa che bello! Che onore, proprio prima di diventare cristiano.”

Chiara: “Durante quel pranzo col Papa ho capito veramente cos’è la Chiesa. Non è un’istituzione lontana da noi, ma è una comunità. È stati un bel momento durante il quale mi sono sentita unita con la Chiesa.”

Tommaso: “È stata una straordinaria emozione partecipare con la comunità alla «Giornata dei Poveri» organizzata da Papa Francesco. Nella Comunità Zoen Tencarari (Casa Canonica) dove ogni giorno condividiamo la ricchezza del vivere insieme, delle nostre diversità culturali e sociali, il dono dello STARE INSIEME A TAVOLA; è stato stupendo condividere la tavola con gli ultimi, i poveri, insieme al Papa. Lui Francesco rivoluzionario, liberatore degli oppressi, che ogni giorno si spende per la giustizia, per la speranza, per l’amore. E’ stato davvero significativo condividere con lui e con la mia “comunità profetica” questo momento.

Martina: “Il pensiero va a quell’invito. Ho sentito nel cuore la profonda consapevolezza e riconoscenza per la viva presenza a un evento speciale. Ho udito parole di pienezza, mi sono sentita fortunata nel condividere luce, nell’assaporare di un pane di vita.”

Simone: “ANCHE NOI TRA I POVERI nella giornata dei poveri con il Papa? Perché? Giovedì 8 novembre 2018, in canonica, abbiamo l’onore di avere a cena, nella nostra grande, accogliente tavola, un ospite speciale, Mons. Rino Fisichella. Quella sera Gesù si è fatto uomo, concreto, due occhi e una bocca, vivo tra noi. Una serata bellissima, passata con la normale straordinarietà di una presenza semplicemente bella. Una chiacchierata a tavola tra più di 30 persone, tutti canonici, che conteneva parole di vita vera, di gioia, di verità, di bellezza. Ecco da lì cominciammo a parlare di andare a Roma alla giornata dei poveri. La prima reazione, che potrebbe venirti in mente è, ma noi tra i poveri? Perché voi che avete sempre una tavola imbandita di ogni cibo, perché? È cosi ci siamo messi a riflettere e abbiamo capito che siamo TUTTI POVERI! E si c’è una sofferenza vissuta che fa più male al corpo, ma tutti noi siamo poveri di Amore.”

Egest: Mi ricordo l’alba di quella domenica mattina, erano circa le 6 e noi eravamo fuori Roma a fare colazione in un autogrill. Non me ne rendevo conto ancora della grandezza di quella giornata e che cosa sarebbe successo dopo. E stata la mia seconda volta a Roma, seconda volta a Vaticano[la prima volta ho avuto la fortuna di salutare da vicino il papà durante la giornata di 21 aprile scorso.]; ma la mia prima volta dentro San Pietro. Non appena 3 minuti dentro la chiesa, mi ritrovo a parlare con il segretario del mons. Fisichella con cui avevo comunicato solo via telefono. 20 minuti dopo ci accompagnano [me e don Mario] nel retro per salutare il Padre Santo. Sembrava un sogno. E invece ci siamo trovati a parlare, e raccontare al Padre Santo della nostra piccola comunità, della nostra chiesa, della nostra casa, delle nostre vite. Un incontro ‘santo’, pieno di gioia, di spiritualità, di vita. Mi sento molto fortunato di aver potuto incontrare Padre Francesco, mi ha dato forza e ha alimentato la mia voglia di vivere in comunità.

Matteo: Il viaggio a Roma, in occasione della giornata mondiale del Povero, è stato una bella opportunità per trascorrere dei piacevoli momenti insieme a tanti amici di casa canonica e della parrocchia. È stato significativo e allo stesso tempo sorprendente che tra questi ci sia stato anche Giacomino, che all’ultimo momento, dopo svariati tentativi di convincimento, si è lasciato trascinare in questa simpatica iniziativa. Mi ha fatto un certo effetto vederlo camminare insieme a noi contento per Roma ed emozionarsi davanti al Papa, quando invece la frenesia della quotidianità mi portava spesso a salutarlo frettolosamente  incrociandolo in parrocchia. Questa Emozione penso che abbia colpito tutta la comitiva di Sant’Antonio. Prima in cattedrale durante la messa e poi a pranzo. Sapevo infatti che avremmo pranzato col Papa ma non speravo di essergli così vicino tanto da stringergli la mano e regalargli una coroncina del rosario che tanti anni fa fece mio nonno Alberto, il quale dopo la pensione si dilettava nel comporle con perline di recupero e una volta finite le regalava a quanti incontrava, dicendo loro di pregare la Madonna e magari ricordarsi di lui nella preghiera e ogni tanto per scherzare mi diceva: *“vedrai, un giorno ne daró una anche al Papa!!!!”… * Penso che questo dono lo abbia fatto sorridere dal cielo….Beh che dire!? Soddisfatti della giornata abbiamo fatto ritorno a casa, sognando un invito per la messa a Santa Marta e chissà, magari in futuro non troppo lontano, di ospitarlo tra noi a cena in casa canonica!!!

Segnaliamo questo bell’articolo appena uscito che tra l’altro riporta la foto di Eugen e Don Mario all’incontro con il Papa

Qui invece le foto direttamente dal sito del Vaticano